Requisiti dei parapetti secondo il CTE e la norma UNE

parapetto pedonale

Oggi parleremo dei parapetti, un elemento di sicurezza molto conosciuto sia dal personale tecnico sia dai lavoratori e dalle persone estranee al mondo della prevenzione.

Si tratta di una delle misure di protezione collettiva più utilizzate, per la sua praticità, efficacia e basso costo, tra le altre ragioni.

In questo articolo riassumeremo la normativa vigente che stabilisce i requisiti per i parapetti di protezione. A seconda dell’uso a cui sono destinati, sarà applicabile una normativa o un’altra:

  • Se parliamo di accesso a macchine o a parti di edifici per la manutenzione, si utilizzerà la norma UNE 14122. Sicurezza del macchinario. Mezzi di accesso permanenti al macchinario.
  • Se l’obiettivo è proteggere le persone dalle cadute dall’alto negli edifici, faremo riferimento al Codice Tecnico dell’Edilizia (CTE).

Quali sono le norme sui parapetti?

Vediamo ora, in sintesi, che cosa stabilisce ciascuna normativa. Iniziamo dal CTE.

Codice Tecnico dell’Edilizia (CTE) e parapetti

Il CTE è una delle normative più utilizzate per specificare i requisiti sia costruttivi sia di installazione dei parapetti. In particolare, è contenuto nel “DB-SUA 1. Sicurezza contro i rischi di caduta”, nel “DB-SE-AE 3.2 Azioni sui parapetti e sugli elementi divisori” e nel “DB-SE 3.2 Stati limite”.

Un parapetto è considerato una barriera di protezione quando protegge un dislivello di 55 cm.

  • L’altezza minima sarà di 900 mm quando protegge un dislivello da 55 cm a 6 metri.
  • Oltre i 6 metri, l’altezza minima deve essere di 1100 mm.
 6 metri, l'altezza minima deve essere di 1100 mm.

Questo è uno dei punti in cui troviamo una differenza con la norma UNE 14122, che stabilisce un dislivello minimo di 500 mm per l’installazione dei parapetti, anziché i 550 mm indicati dal CTE.

Nel CTE, i metodi di verifica dei parapetti si basano sugli “Stati Limite”, in cui sono definiti i seguenti concetti:

  • Stato Limite di Esercizio (SLE): è il limite massimo che, se superato, compromette il comfort e il benessere degli utenti o di terzi, il corretto funzionamento dell’edificio o l’aspetto della costruzione.
  • Stato Limite Ultimo (SLU): sono i limiti che, se superati, costituiscono un rischio per le persone, poiché possono causare la messa fuori servizio dell’edificio o il suo collasso parziale o totale.

Per verificare lo Stato Limite di Esercizio (SLE), si considera un comportamento adeguato se l’effetto delle azioni non supera il valore limite ammissibile stabilito per tale effetto.

Tuttavia, per i parapetti il CTE non stabilisce un valore limite di deformazione, per cui non è possibile effettuare una verifica allo SLE. Pertanto, la verifica di resistenza prevista dal CTE riguarda lo SLU, utilizzando coefficienti parziali di sicurezza.

Resistenza orizzontale dei parapetti secondo il CTE

Per quanto riguarda la resistenza, il DB-SE-AE stabilisce che i parapetti devono sopportare una forza orizzontale uniformemente distribuita, applicata a 1,2 m di altezza, oppure sul bordo superiore se questo si trova a un’altezza inferiore.

Nella Tabella 3.3, “Azioni sui parapetti e su altri elementi divisori”, è definito il valore caratteristico di questa forza orizzontale in kN/m, in base alla categoria d’uso del parapetto, specificata nella Tabella 3.1. “Valori caratteristici dei sovraccarichi d’uso”.

La verifica di resistenza si esegue utilizzando coefficienti parziali di sicurezza, come definito nella Tabella 4.1 del DB-SE.

Ad esempio:

  • Per uso privato, la resistenza sarà di 0,8 kN/m x 1,5 = 1,2 kN/m.
  • Per uso pubblico, sarà di 1,6 kN/m x 1,5 = 2,4 kN/m.
  • Per uso in luoghi affollati, sarà di 3,0 kN/m x 1,5 = 4,5 kN/m.

Un’altra azione da considerare per i parapetti esterni è l’azione del vento. Per l’analisi degli elementi di facciata si utilizza l’allegato D del DB-SE-AE, che consente di ottenere le sollecitazioni in ogni punto dell’edificio. Questa azione deve essere sempre considerata all’esterno e all’interno di edifici con grandi aperture.

Norma UNE e parapetti

L’installazione di un parapetto di sicurezza è obbligatoria quando esiste un rischio di caduta a partire da un dislivello di 500 mm (secondo UNE-EN ISO 14122-3).

Tuttavia, il lavoro in quota è definito come tale a partire dai due metri, secondo i RD 486/1997, RD 1215/1997 e RD 1627/1997.

Il progetto di un parapetto di sicurezza deve prevedere un’altezza di almeno 1100 mm dal piano di calpestio ed essere composto dai seguenti elementi:

  • Corrimano: barra orizzontale superiore a cui ci si può aggrappare.
  • Correntino intermedio: barra orizzontale che offre una protezione aggiuntiva. È parallela al corrimano.
  • Fermapiede: elemento che poggia sul pavimento e impedisce la caduta di oggetti.
  • Montante: elemento verticale che ancora le barre orizzontali in modo perpendicolare.

La norma UNE 14122 stabilisce i seguenti requisiti per la configurazione dei parapetti:

  • Massimo 500 mm di vuoto tra il corrimano e il correntino intermedio.
  • Massimo 500 mm tra il correntino intermedio e il fermapiede.
  • Altezza minima del fermapiede di 100 mm.
  • Massimo 12 mm di vuoto tra il pavimento e il fermapiede.
  • Altezza minima totale del parapetto di 1100 mm.
  • La distanza tra i montanti può variare, purché si mantenga una resistenza minima di 0,3 kN/m alla forza orizzontale.
Altezza minima totale del parapetto di 1100 mm.
La distanza tra i montanti può variare, purché si mantenga una resistenza minima di 0,3 kN/m alla forza orizzontale.
  • Interasse tra i montanti
  • La distanza tra i montanti di un parapetto di sicurezza dovrebbe essere preferibilmente di 1,5 metri.
  • Se si supera questa distanza, occorre prestare particolare attenzione alla resistenza dell’ancoraggio dei montanti.
  • Un’adeguata distanza tra i montanti del parapetto garantisce che il parapetto resista alle forze laterali.

Come influisce l’inclinazione della copertura o della passerella sul progetto del parapetto di protezione?

L’inclinazione della passerella influisce in modo significativo sul progetto del parapetto di protezione, poiché questo deve adattarsi alla forma e alla funzionalità della passerella per garantire la sicurezza e la comodità delle persone che la utilizzano.

Questa inclinazione incide sulla configurazione del parapetto nei seguenti aspetti:

  • Altezza del parapetto
  • Angolo e forma
  • Accessibilità
  • Materiale e resistenza
  • Stabilità

Particolarità del progetto del parapetto dovute all’inclinazione della passerella

Distanza tra i montanti verticali

L’inclinazione della passerella può influire sulla stabilità del parapetto, il che a sua volta condiziona la distanza tra i montanti (i sostegni verticali del parapetto). Nelle passerelle inclinate:

  • Maggior carico sui montanti: quando la passerella ha una pendenza accentuata, i montanti possono essere sottoposti a forze aggiuntive (come il peso delle persone che si appoggiano al parapetto) a causa dell’inclinazione.
  • Normative di sicurezza: le normative di sicurezza in genere specificano una distanza massima tra i montanti; nelle passerelle inclinate può essere necessario ridurre tale distanza per rispettare gli standard di resistenza e sicurezza, poiché una distanza maggiore potrebbe compromettere la stabilità del parapetto.
  • Stabilità strutturale: un’inclinazione più accentuata aumenta il rischio che gli utenti possano esercitare una forza laterale o spostarsi di lato, per cui i montanti devono essere più vicini tra loro per evitare il movimento del parapetto.

Tipo di ancoraggio al suolo

L’inclinazione ha un impatto anche sul tipo di ancoraggio utilizzato per fissare il parapetto al suolo o alla struttura della passerella.

  • Forze aggiuntive: con una passerella inclinata, le forze che agiscono sul parapetto cambiano, poiché i carichi non agiscono solo verticalmente, ma anche in modo più obliquo a causa della pendenza.
  • Ancoraggi più profondi o rinforzati: nelle passerelle inclinate, soprattutto se molto ripide, gli ancoraggi possono dover essere più profondi o rinforzati per garantire che il parapetto resti fisso.
  • Tipi di ancoraggi: gli ancoraggi possono variare a seconda dell’inclinazione della passerella.

Altre norme correlate

Oltre alle normative sopra citate, ne esistono altre che regolano l’uso dei parapetti nelle costruzioni:

  • VII Contratto Collettivo Generale del Settore Edile. Art. 168. Protezione contro il rischio di cadute dall’alto
  • Articolo 188. Requisiti per i sistemi provvisori di protezione del bordo (parapetti)
  • Regio Decreto 1801/2003 sulla sicurezza generale dei prodotti
  • Regio Decreto 1627/1997 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute nei cantieri edili
  • Regio Decreto 2177/2004 sui lavori temporanei in quota
  • Regio Decreto 1215/1997 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro.

Ci auguriamo che questo articolo Le sia utile come punto di partenza per conoscere la principale normativa relativa ai parapetti di protezione.

Se il vostro progetto è un cantiere edile, tenete presente che, oltre a questa normativa generale (CTE e UNE), conviene esaminare i tipi di parapetti di sicurezza per cantiere più diffusi, come quello zavorrato, pensato per installazioni temporanee senza forare la superficie, poiché ogni situazione richiede un modello diverso. Se desiderate maggiori informazioni sui parapetti, sui tipi e sugli usi previsti, non esitate a contattarci.

1920 2560 YPSOS SAFETY
Buscar ...