Cosa fare in caso di incidente in quota?

Foto di copertina di un casco e di un'imbracatura per l'articolo su come intervenire in caso di caduta durante un lavoro in quota

Lavorare in quota comporta rischi importanti che devono essere considerati in modo responsabile. Le cadute dall’alto continuano a essere una delle principali cause di incidenti gravi e mortali in ambito lavorativo. Per questo, oltre a disporre di protocolli di intervento efficaci, è necessario rispettare la normativa sulla prevenzione dei rischi professionali. In questo articolo spiegheremo cosa fare in caso di incidente in quota, facendo riferimento diretto agli articoli applicabili della legislazione spagnola, e concluderemo presentando un paio di casi pratici.

Quali sono i passi immediati da seguire dopo un incidente in quota?

Rischi più comuni

I lavori in quota sono quelli che si svolgono a più di 2 metri dal suolo e comprendono attività su coperture, ponteggi, scale, piattaforme o strutture sopraelevate. Questi lavori presentano rischi come:

  • Cadute a un livello inferiore.
  • Cedimento delle superfici.
  • Assenza o guasto dei dispositivi anticaduta.

Passi immediati

Attivare il piano di emergenza

In caso di incidente, il primo passo è attivare il piano di emergenza ed evacuazione, che deve essere incluso nel sistema di gestione della prevenzione dell’azienda oppure, se si tratta di un cantiere, nel Piano di Sicurezza e Salute del luogo di lavoro.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 20: obbligo del datore di lavoro di analizzare le possibili emergenze e di adottare le misure necessarie, compresi primo soccorso, lotta antincendio ed evacuazione.
  • RD 1627/1997, Art. 7: il piano di sicurezza e salute deve includere procedure di intervento in caso di emergenza.

Valutare la zona prima di intervenire

Prima di avvicinarsi al lavoratore infortunato, si deve verificare che la zona sia sicura per evitare ulteriori danni a soccorritori o colleghi.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 14.2: il datore di lavoro deve garantire che le condizioni di lavoro non comportino un rischio.
  • RD 1215/1997, Art. 3.2: obbligo di verificare che le attrezzature di lavoro (come strutture e ponteggi) non costituiscano un pericolo per i lavoratori.

Immobilizzazione e assistenza primaria

Solo personale formato deve intervenire nell’assistenza all’infortunato. Si devono applicare tecniche di primo soccorso di base ed evitare di muoverlo se non è necessario.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 19: formazione in materia di primo soccorso come parte della formazione obbligatoria del lavoratore.
  • RD 39/1997 (Regolamento dei Servizi di Prevenzione), Art. 37.3: stabilisce la necessità di designare lavoratori per la gestione delle emergenze.

Quali protocolli di emergenza deve avere un’azienda?

Il soccorso del lavoratore deve essere effettuato con sistemi adeguati e personale addestrato. Ogni attività in quota deve prevedere un piano di soccorso specifico.

Normativa applicabile:

  • RD 773/1997, sull’uso dei DPI:
    • Art. 3: uso obbligatorio di dispositivi anticaduta con istruzioni d’uso chiare.
    • Allegato II: le attrezzature devono prevedere situazioni di soccorso.
  • UNE-EN 363 e UNE-EN 365: norme tecniche che richiedono che i sistemi anticaduta includano procedure di recupero o soccorso.

Pratiche per prevenire i rischi nei lavori in quota

Valutazione dei rischi

Prima di qualsiasi attività in quota è obbligatoria una valutazione specifica del rischio, documentata e aggiornata.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 16.1: il datore di lavoro deve effettuare una valutazione dei rischi specifica per ciascuna postazione di lavoro.
  • RD 1627/1997, Art. 4: la valutazione deve tenere conto delle condizioni specifiche del luogo di lavoro e dei mezzi di accesso.

Formazione del personale

La formazione specifica per i lavori in quota è obbligatoria e deve essere aggiornata periodicamente.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 19: il datore di lavoro deve garantire che ogni lavoratore riceva una formazione adeguata sui rischi della mansione e sulle misure di emergenza.
  • RD 39/1997, Art. 4.2: formazione specifica per lavori con rischi speciali, come i lavori in quota.

Uso di attrezzature adeguate

L’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) omologati e in buono stato è obbligatorio. Ciò include imbracature, linee vita e sistemi di ancoraggio.

Normativa applicabile:

  • RD 773/1997, Art. 2 e Allegato I: richiede che i DPI siano adeguati, omologati e sottoposti a revisione periodica.
  • RD 1215/1997, Allegato II: richiede che piattaforme, scale e le altre attrezzature utilizzate siano progettate per evitare le cadute.

Supervisione e controllo

La supervisione è fondamentale per garantire il rispetto delle misure di prevenzione.

Normativa applicabile:

  • LPRL, Art. 33: obbligo di consultare i lavoratori e di consentirne la partecipazione alle attività di prevenzione.

RD 1627/1997, Art. 11: il coordinatore della sicurezza in cantiere deve vigilare che le imprese rispettino il piano di sicurezza e salute.

Com’è un protocollo PAS dopo una caduta dall’alto?

In questa sezione presenteremo due metodi od opzioni per effettuare un soccorso in quota in caso di incidente durante lo svolgimento del lavoro.

Metodo diretto verticale

Questo metodo è il più rapido da eseguire, poiché i passaggi da seguire sono meno elaborati rispetto ad altre tecniche.

  1. Verificheremo la gravità delle condizioni dell’operatore (lesioni, se è cosciente o incosciente).
  2. Ci avvicineremo a lui con le tecniche che abbiamo più a portata di mano o che riteniamo più opportune per proseguire poi il soccorso. È sempre opportuno predisporre una tratta di corda per un’evacuazione più rapida.
  3. Con i nostri cordini di ancoraggio ci uniremo all’infortunato, collegando tali cordini agli anelli dell’imbracatura che riteniamo più appropriati per il comfort sia dell’infortunato sia nostro, e per evitare di aggravare le lesioni che possa avere. A volte è opportuno collegare un cordino all’anello dorsale e un altro all’anello centrale anteriore, in modo da poterlo calare in verticale ed evitare così l’urto dei piedi contro le strutture.
  4. Una volta uniti, ci assicuriamo che i cordini di ancoraggio siano in tensione, in modo da percepire il peso dell’infortunato.
  5. Successivamente sganceremo l’infortunato e, se necessario, taglieremo gli elementi a cui è agganciato (corda, cordini di ancoraggio, fettucce, ecc.) in modo che il suo peso si trasferisca alla nostra imbracatura e al nostro sistema di discesa.
  6. Calaremo l’infortunato fino alla base della zona di lavoro sempre con la massima cura e attenzione.

Metodo indiretto verticale

  1. Verifichiamo le condizioni dell’infortunato, come si trova, le lesioni e il loro stato, e se necessario applichiamo le conoscenze di primo soccorso.
  2. Ci avvicineremo all’infortunato con il metodo adeguato.
  3. Monteremo le corde di soccorso con il sistema a doppio ancoraggio. Può essere affiancato fin dall’inizio da un sistema di paranco se fosse necessario sollevare l’infortunato per liberarlo dal suo sistema di sicurezza (se è appeso nel vuoto).
  4. Legheremo l’infortunato agli anelli di sicurezza dell’imbracatura. Verificare che le corde arrivino fino a terra.
  5. Porteremo l’infortunato in verticale e lo sganceremo dal sistema di sicurezza a cui è collegato.
  6. Lo caleremo fino alla base della zona di lavoro con cura e, se necessario, con l’aiuto di un terzo operatore da terra e di una corda ausiliaria che lo terrà staccato dalla struttura.

Esempio pratico di intervento reale

Scenario: caduta da una copertura

Un addetto alla manutenzione sta riparando una copertura in fibrocemento a 6 metri di altezza. La zona non è stata valutata come non praticabile e il lavoratore, pur indossando l’imbracatura, non è collegato a un punto di ancoraggio. Calpesta una lastra deteriorata e cade all’interno dell’edificio.

Protocollo applicato

  1. Attivazione del piano di emergenza ai sensi dell’Art. 20 LPRL.
  2. Valutazione dell’ambiente per evitare nuovi rischi (ai sensi dell’Art. 14 LPRL).
  3. Assistenza primaria da parte di un collega formato (secondo l’Art. 19 LPRL).
  4. Soccorso verticale mediante intervento dei vigili del fuoco e uso di barella con imbracatura, in conformità ai requisiti del RD 773/1997.
  5. Indagine sull’incidente e comunicazione all’Ispettorato del Lavoro ai sensi dell’Art. 16.3 LPRL.

Analisi delle cause

  • Non è stata individuata la fragilità della copertura nella valutazione dei rischi (Art. 16 LPRL).
  • Non è stato predisposto un sistema di protezione collettiva (come passerelle o reti) (Art. 15 LPRL).
  • Non è stato supervisionato il corretto uso del DPI (Art. 33 e Art. 19 LPRL).

Conclusione

Rispondere con la massima rapidità possibile e seguendo il protocollo stabilito fa una grande differenza nella gravità dell’incidente in quota. Tuttavia, la chiave sta nel prevenire, nel rispettare la normativa e nel mantenere una formazione costante. La legislazione spagnola in materia di prevenzione dei rischi professionali offre un quadro solido per poter garantire la totale sicurezza, ma la sua efficacia dipende dalla sua applicazione nella realtà e dall’impegno di tutti i soggetti coinvolti in questo tipo di lavori, come lavoratori, datori di lavoro e servizi di prevenzione.

Speriamo che questo articolo le sia servito per avere un’idea approssimativa degli interventi da effettuare in caso di incidente in quota; in ogni caso siamo a sua disposizione per qualsiasi dubbio.

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