In questo articolo vedremo l’importanza di ciascun elemento del nostro parapetto di protezione collettiva Ananke, il perché della sua configurazione e dell’unione tra i suoi elementi, oltre all’interasse dei suoi montanti. In questo modo comprenderemo che non si tratta di una semplice questione estetica né di una configurazione casuale.
ELEMENTI CHE COMPONGONO ANANKE
Come abbiamo già detto, i nostri parapetti sono progettati e fabbricati secondo i criteri della normativa UNE- EN 14122-3, in cui troviamo tutto ciò che riguarda i parapetti, gli elementi che devono includere, le distanze tra gli stessi e come eseguire le prove per verificare che il sistema soddisfi i requisiti tecnici che garantiscono una sicurezza e una resistenza specifiche dei suoi elementi.
Quali elementi compongono i nostri parapetti Ananke?
A livello di composizione, questo sistema di protezione collettiva comprende, tra l’altro, i seguenti elementi:
- Corrimano, elemento utilizzato per sostenere il corpo.
- Corrente intermedio, fornisce la protezione complementare per impedire il passaggio del corpo umano.
- Montanti verticali, per ancorare il parapetto alla superficie di installazione oppure, nel caso sia un complemento di una scala, per poterlo fissare a essa.
- Fermapiede, per evitare la caduta di oggetti e ridurre la distanza tra la superficie e il corrente intermedio, evitando così la possibilità che un corpo possa cadere attraverso l’apertura che si crea.
In alcune configurazioni troveremo anche montanti orizzontali, come nel caso del sistema di parapetto a zavorra o con fissaggio a coperture in lamiera.
Quali distanze devono rispettare tra loro i diversi elementi?
L’altezza minima del parapetto deve essere di 1100 mm, misurata dalla superficie del pavimento o della copertura fino alla parte superiore del corrimano. In alcune situazioni potremo aumentarne l’altezza, ma mai scendere al di sotto di questo minimo.
Per questo, per garantire che lo spazio libero tra la superficie (o il fermapiede) e il corrente intermedio, oppure tra il corrente intermedio e il corrimano, non consenta il passaggio di un corpo umano, la distanza massima tra questi elementi deve essere di 500 mm.
INTERASSE TRA I MONTANTI
Un altro dato molto importante è l’interasse tra i montanti: la normativa indica che, preferibilmente, la distanza tra gli stessi sarà di 1500 mm, ma nelle installazioni in cui, per la forma costruttiva della copertura, i requisiti dell’installazione stessa o gli elementi che impediscono o ostacolano l’installazione con questa distanza generica tra i montanti, qualora tali distanze fossero aumentate, si presterà particolare attenzione agli ancoraggi e agli elementi di fissaggio.
Ad esempio, se ci troviamo di fronte a una copertura la cui struttura e forma impediscano il posizionamento dei montanti a 1500 mm, potremmo passare a campate di 1800 mm per agevolare il posizionamento del parapetto, ma in questo caso dovremo verificare che gli ancoraggi e i relativi fissaggi offrano le resistenze stabilite, cercando sempre di garantire la sicurezza ed evitare che un carico eccessivo sul parapetto, puntuale o continuo, deteriori o rompa il sistema mettendo in pericolo la sicurezza degli utenti.
Quale normativa dobbiamo tenere in considerazione per l’interasse dei montanti?
La normativa stessa a cui facevamo riferimento in precedenza, al punto 8.2 Prova dei parapetti, indica i carichi a cui deve essere sottoposto il sistema per verificare i diversi elementi che lo compongono; nel caso dei parapetti di protezione collettiva Anake, essendo progettati in alluminio, questo carico è di 525 N.
C’è un’altra particolarità riguardo ai montanti e alla distanza tra loro: finora abbiamo parlato di aumentare la distanza tra di essi, ma ci sono situazioni in cui l’installazione stessa o i requisiti del CTE richiedono di ridurre la distanza tra questi elementi, aumentandone così la resistenza.
Tutte queste particolarità saranno condizionate dal numero di persone che potrebbero fare uso di questi sistemi di protezione collettiva. Quanto maggiore è il numero di utenti, tanto maggiore dovrà essere la resistenza del parapetto, il che comporterà una riduzione della distanza tra i montanti e della resistenza a cui devono essere sottoposti, come indica il Codice Tecnico dell’Edilizia in 800N.
Come possiamo constatare, nessuna progettazione o fabbricazione nasce in modo casuale: tutto è orientato a proteggere gli utenti, oltre a rispettare le normative vigenti.
Come sempre sottolineiamo, i nostri sistemi seguono rigorosamente queste normative per quanto riguarda progettazione, fabbricazione e collaudo.


